Equipaggiarsi

Posted on 24 February 2010 by Danilo P.

Di Andrea Trivellato

L’equipaggiamento in ogni sport è importante e può fare la differenza aiutandoci a conquistare l’obiettivo prefissato. Ogni sport prevede l’utilizzo di attrezzatura specifica del quale è necessario dotarsi per poterlo praticare; se pensiamo a sciare ad esempio subito abbiamo ben in mente tutto l’occorrente di cui necessitiamo per praticarlo e lo stesso accade per tante altre discipline sportive.

Nella bici da strada, raramente si vedono ciclisti equipaggiati in modo approssimativo, mentre nella mountain bike si vede di tutto e di più: da ciclisti talmente ben equipaggiati che sembrano appena ‘usciti di fabbrica’ e dedicano la massima attenzione anche all’abbinamento dei colori; ad altri che al contrario sembrano aver appena incrociato una mandria di bufali. In un certo senso è anche questo il bello della mountain bike: quel sentirsi completamente liberi e uscire dagli schemi dettati dalla società di oggi, per vivere il momento sportivo in mezzo alla natura senza guardarsi allo specchio. C’è da dire che spesso chi decide di acquistare una bici senza destinarla ad un uso specifico fa ricadere la propria scelta su una mtb o pseudo tale, per avere maggiori occasioni di utilizzarla su tutti i tipi di terreno..e così può succedere di possedere il mezzo, ma di essere sprovvisti del resto dell’equipaggiamento e corredo che un ciclista dovrebbe avere. Se le condizioni di sicurezza minime vengono rispettate, sposo pienamente questo modo di vivere la bici; in altri casi alcune mancanze o dimenticanze, vuoi per scarsa informazione o per eccesso di confidenza o sufficienza, possono comportare non solo degli inconvenienti ma anche dei gravi rischi per la nostra incolumità.

Se nominiamo il casco, l’incoscienza di tutti coloro che non lo indossano rasenta l’incredibile. Tutti sanno che può salvare la vita e sono consci che sbattere la testa anche una sola volta può essere fatale, ma la convinzione che possa capitare solo agli altri porta molti ciclisti a non indossarlo, giustificando la scelta con le scuse più sciocche: mi da fastidio, mi fa caldo, mi stringe, mi spettina, tanto io vado piano… Fino a 10-15 anni fa i caschi erano senz’altro più pesanti, più brutti, meno comodi e con pochi fori di aerazione, ma ormai questi inconvenienti sono stati risolti e la scelta è molto vasta: caschi ultraleggeri di alta tecnologia, dotati di sistemi di aerazione per garantire una buona circolazione dell’aria all’interno, equipaggiati di retine per evitare l’introdursi di insetti; costruiti con materiali comodi e lavabili all’interno e grazie al sistema di regolazione di cui sono dotati nella parte posteriore, è possibile adattarli alla grandezza del proprio capo in modo che la calzata sia perfetta; senza contare che anche dal lato estetico hanno tutti un design accattivante e grintoso.

Certo un casco che raggruppi tutte queste caratteristiche ha un costo, ma cercare di risparmiare sull’acquisto di un elemento che può salvarci la vita è poco intelligente: se ci pensate bene, quante volte acquistiamo degli accessori quasi inutili solo per toglierci uno sfizio ?

Queste sono le spese a cui possiamo rinunciare! Se proprio non disponiamo di un grande budget, acquistiamo un casco di categoria inferiore; l’importante è che sia omologato per l’uso ciclistico e soprattutto che venga indossato correttamente e corrisponda alla vostra misura. Questa verifica potete farla rapidamente indossando il casco e ancor prima di allacciarlo, provate ad abbassare il capo verso il basso: se rimane ancorato alla vostra testa è il casco giusto per voi; viceversa se ciò non avviene verificate se potete intervenire con le regolazioni posteriori che stringono la calzata, altrimenti la misura del casco è sbagliata e in caso di caduta potrebbe sfilarsi o non proteggervi adeguatamente.

Controllate che le apposite regolazioni che si trovano lungo i cinghietti siano posizionate subito sotto le orecchie, chiudete il casco e verificate nuovamente provando a muoverlo con entrambe le mani in avanti e all’indietro che esso rimanga ben saldo alla testa e che non comprometta la visuale: si vedono spesso ciclisti costretti ad alzare costantemente la testa per riuscire a vedere la strada per regolazioni errate o viceversa ciclisti con fronti completamente scoperte; soprattutto tra i bambini. In caso di caduta non possiamo rischiare che il casco si sfili o si sposti, quindi il tempo che impiegheremo nel regolarlo correttamente sarà tutt’altro che tempo sprecato.

Occhiali

La nostra vista è quella che ci permette di raccogliere tutte le informazioni sul percorso che stiamo affrontando, inutile sottolineare l’importanza di proteggere gli occhi dietro a un occhiale: polvere, insetti, sole, pioggia, rami, sono insidie che possono compromettere la nostra vista e distrarre lo sguardo dalla strada anche solo per un attimo, può costituire un reale pericolo sia per la nostra incolumità che per quella degli altri. Se state attraversando un terreno fangoso ad esempio, i pneumatici possono sollevare un gran numero di detriti che rischiano di schizzarvi negli occhi e ferirvi. Il mercato offre un’ampia scelta di modelli dedicati all’uso ciclistico, con strutture plastiche deformabili e con lenti fotocromatiche in grado di adattarsi alle diverse condizioni di luce.

Guanti

Un’altro accessorio importante che fa parte dell’equipaggiamento del biker, sono senz’altro i guanti; che siano a dita lunga o a dita corta poco importa, sceglieteli a seconda delle stagioni. I guanti assorbono parte delle vibrazioni dovute al terreno accidentato e garantiscono una presa sicura del manubrio in tutte le situazioni; quando si pedala durante la bella stagione la sudorazione della mano può rendere pericolosamente scivolosa l’impugnatura della manopola, mentre nei mesi più freddi i guanti servono anche per mantenere calde le nostre mani: il freddo fa perdere la sensibilità delle dita e frenare in modo modulare diventa difficile, con tutti i rischi che ne conseguono. 
In caso di caduta il primo contatto col suolo avviene sempre con le mani (almeno si spera…) e se non indossiamo i guanti può succedere di procurarsi delle abrasioni o ferite alla mano, soprattutto al palmo; immaginate poi di dover tornare ad impugnare il manubrio per proseguire l’itinerario: una piacevole escursione può trasformarsi in un calvario.

Abbigliamento

Il nostro organismo funziona in modo ottimale ad una temperatura vicina ai 37°. In tutti gli sport che comportano un’attività fisica il corpo funziona come un motore: produce energia e calore, mentre il sudore funge da liquido di raffreddamento naturale che ne impedisce il surriscaldamento. A una maggiore quantità di energia prodotta durante l’attività sportiva corrisponde una sudorazione maggiore. Negli sport più intensi si può arrivare a produrre fino a 1,5 litri di sudore l’ora: maggiori sono la velocità e l’intensità del movimento, maggiore è la quantità di energia e di calore prodotta. Eppure, solo un terzo di questo energia viene utilizzato per l’attività sportiva, mentre i restanti due terzi servono al corpo per regolare l’equilibrio termico: pensate quanta energia impieghiamo solo per mantenere la temperatura!

Sudore è sinonimo di umidità. L’umidità sottrae calore al corpo, riduce le capacità isolanti dell’abbigliamento e genera una sensazione sgradevole; se viaggiamo ad una velocità di 30 kmh con una temperatura di 10°, il nostro corpo percepirà una temperatura di 1°; più aumenta la velocità e più si abbassa la temperatura che il nostro corpo percepisce. Indumenti freddi e umidi a contatto con il corpo aumentato i rischi per la salute. Per prevenire raffreddamenti e infiammazioni o lesioni muscolari è necessario indossare un abbigliamento sportivo funzionale in grado di eliminare il sudore dalla pelle in modo rapido. Per  favorire l’evaporazione del sudore è necessario che tutti gli strati dell’abbigliamento siano traspiranti. Il primo strato di tessuto che è quello a contatto con la pelle, dovrebbe convogliare il sudore verso l’esterno mantenendo la pelle asciutta; ciò è possibile ottenerlo utilizzando ad esempio capi intimi in transtex®: si tratta di un tessuto altamente tecnologico realizzato con una struttura a spirale per favorire la fuoriuscita del sudore verso l’esterno; sono capi che hanno un costo consistente ma garantiscono alte prestazioni e durano nel tempo. Lo strato intermedio è costituito dalla classica maglia ciclo che di solito è dotata tasche apposite posteriori e grazie alla sua realizzazione in poliestere, garantisce una rapidissima asciugatura. Si sconsiglia l’utilizzo di capi in cotone poiché una volta umidi o bagnati ci mettono troppo tempo ad asciugarsi e l’umidità verrà assorbita dal nostro corpo che sarà costretto ad un super lavoro per compensare la temperatura corporea. Lo strato esterno è quello da indossare per ripararsi da vento e freddo ed è chiamato wintex ; per ripararsi dalla pioggia invece il capo più indicato è senz’altro la giacca in gore-tex®, una tecnologia che è in grado di impermeabilizzare e nello stesso tempo garantire la fuoriuscita verso l’esterno dell’umidità del corpo; sono capi che costano parecchio ma anche in questo caso le prestazioni e la durata sono garantite nel tempo. Non dimenticate che il tempo in montagna può cambiare rapidamente e la temperatura scendere repentinamente; farsi sorprendere dal maltempo senza essere equipaggiati adeguatamente può compromettere l’escursione e la nostra salute. Il pantalone da bici, dato che svolge il ruolo di intercapedine tra il nostro corpo e la sella è importantissimo che sia di buona qualità e antiallergico; è privo di cuciture su tutta la parte del fondello proprio per evitare sfregamenti che causerebbero irritazioni e proprio per questo va indossato senza slip. La qualità del fondello ha un peso anche sul costo del pantalone: i migliori fondelli sono realizzati con materiali altamente tecnologici, hanno spessore differenziato a seconda del punto di carico e di maggiore attrito; e sono disegnati in modo da adattarsi e aderire perfettamente all’anatomia del nostro corpo; la parte finale che aderisce e si stringe alla coscia è realizzata con una striscia di materiale come il lattice in modo da rimanere solidale durante la marcia. I pantaloni di bassa gamma che hanno un costo contenuto, valgono per quel poco che si sono pagati: si rovinano presto e quindi durano meno, il fondello si sposta in continuazione e spesso provoca irritazioni alla pelle poi difficili da guarire, durante la marcia non aderiscono alla coscia. La qualità costa, ma paga nel tempo e preserva la salute. Le calzature le tratteremo nel prossimo futuro poiché anch’esse necessitano di un adeguato spazio e attenzione, come allo stesso modo lo zaino e il suo importante e prezioso contenuto.

Collegandovi con il nostro portale www.amibike.it potrete trovare un’infinità di consigli e spunti su tutti gli argomenti correlati alla mountain bike e al suo corretto utilizzo, nonché articoli di cultura generale su altri argomenti. Rivolgendovi ai nostri Centri Nazionali dislocati sul territorio potrete trovare competenza e assistenza ad ogni vostro quesito o desiderio di scoprire il territorio e gli itinerari più belli, nonché imparare tutti i segreti della guida in fuoristrada attraverso i corsi e gli stage che organizzano:

Leave a Reply

Advertise Here
Advertise Here