Come hai iniziato a praticare questo sport?
Da bambino, all’inizio mi piaceva il calcio, tutti lo giocano in Brasile dalla primissima infanzia, poi a scuola ho cominciato a conoscere questo sport, a fare i primi tornei e me ne sono innamorato. Anche la pallavolo d’altra parte è molto popolare nel nostro paese.

Le difficoltà maggiori che hai dovuto affrontare?
Per diventare un giocatore sono tante le difficoltà, soprattutto i sacrifici che devi fare quando sei molto giovane per cercare di migliorarti: tante ore in palestra, tanta forza di volontà ma la voglia di emergere ti fa passare anche i momenti bui, quando pensi che non ce la potrai fare.
I tuoi traguardi più importanti?
Aver vestito la maglia della Nazionale, aver rappresentato il mio Paese alle Olimpiadi ed averle vinte! In assoluto il traguardo più importante nella mia carriera.

Quali emozioni provi quando segni un punto?
Beh, nel mio ruolo ne segno pochi, di punti, il mio compito è mettere i miei compagni di squadra nelle condizioni di mettere a terra un pallone dall’altra parte della rete. Tuttavia, i colpi di prima intenzione o le battute che spesso faccio con un particolare effetto per cercare l’ace, mi gasano particolarmente.
Il rapporto con i compagni squadra?
Direi ottimo, specialmente quest’anno nella Sisley si respira un clima diverso, l’anno scorso abbiamo attraversato molte difficoltà e facevamo per questo fatica a trovarci. Quest’anno la musica è cambiata, c’è tanto entusiasmo soprattutto in palestra, c’è voglia di stare insieme e, quel che più conta, c’è “fame” di vittorie.
Un consiglio per i più intraprendenti… come avvicinarsi alla pallavolo?
Non è tanto il fatto di essere intraprendenti, quanto l’amore che si ha per questo sport, come per tutti gli altri. Quando sei un ragazzo devi andare in palestra per la passione, non per diventare un campione: il resto, con grande sacrificio e un pizzico di fortuna, viene da sé ma non può essere la molla che ti spinge a scegliere una disciplina sportiva.
Che preparazione occorre per affrontare questo sport?
Ogni giocatore in base alle proprie caratteristiche fisiche ha una sua tabella di marcia da seguire durante l’anno. In generale, bisogna pensare al proprio fisico come ad una macchina da curare: alimentazione corretta, niente vizi nella vita di tutti i giorni e poi … tanto sudore da versare in palestra!

Quanto ti alleni alla settimana?
Di norma due volte al giorno, la mattina con una seduta di pesi e il pomeriggio per l’allenamento “tecnico” vero e proprio, per un totale di 5-6 ore al giorno, il tutto ripetuto almeno 5 giorni la settimana, escludendo la domenica, giorno della partita ed eventuali incontri infrasettimanali.
Quali sono tuoi i segreti per mantenersi in forma?
Sono stato fortunato perché sono arrivato all’età di 34 anni senza aver sofferto infortuni gravi, questo è un grande vantaggio, ma di solito quando superi i 30 devi saper gestire il tuo corpo in maniera molto attenta. Cerco di fare una vita più regolare possibile e di curare la preparazione fisica nei minimi dettagli.
La tua vita oltre la carriera sportiva?
A casa mi aspettano una moglie e dei figli bellissimi!!
Hobby e passioni?
Sono un “family man”, stare a casa con i miei cari è la prima cosa a cui penso quando esco dalla palestra. Mi piace la buona cucina, stare all’aria aperta, magari in campagna.
Progetti per il futuro?
Ancora penso a giocare, spero di avere un po’ di anni davanti da passare sul campo, poi si vedrà, non so se resterò nel mondo della pallavolo o mi dedicherò ad altro, magari in Brasile.
Ci sveli un tuo segreto?
E come faccio? Se ve lo svelo, che segreto è!!







