Ricardo Garcia

Posted on 02 February 2010 by Danilo P.

Come  hai iniziato a praticare questo sport?

Da bambino, all’inizio mi piaceva il calcio, tutti lo giocano in Brasile dalla  primissima infanzia, poi a scuola ho cominciato a conoscere questo sport, a  fare i primi tornei e me ne sono innamorato. Anche la pallavolo d’altra parte  è molto popolare nel nostro paese.

Le  difficoltà maggiori che hai dovuto affrontare?

Per  diventare un giocatore sono tante le difficoltà, soprattutto i sacrifici che  devi fare quando sei molto giovane per cercare di migliorarti: tante ore in  palestra, tanta forza di volontà ma la voglia di emergere ti fa passare anche  i momenti bui, quando pensi che non ce la potrai fare.

I  tuoi traguardi più importanti?

Aver  vestito la maglia della Nazionale, aver rappresentato il mio Paese alle  Olimpiadi ed averle vinte! In assoluto il traguardo più importante nella mia  carriera.

Quali  emozioni provi quando segni un punto?

Beh, nel mio ruolo ne segno pochi, di punti, il mio compito è mettere i miei  compagni di squadra nelle condizioni di mettere a terra un pallone dall’altra  parte della rete. Tuttavia, i colpi di prima intenzione o le battute che  spesso faccio con un particolare effetto per cercare l’ace, mi gasano  particolarmente.

Il  rapporto con i compagni squadra?

Direi  ottimo, specialmente quest’anno nella Sisley si respira un clima diverso,  l’anno scorso abbiamo attraversato molte difficoltà e facevamo per questo  fatica a trovarci. Quest’anno la musica è cambiata, c’è tanto entusiasmo  soprattutto in palestra, c’è voglia di stare insieme e, quel che più conta,  c’è “fame” di vittorie.

Un  consiglio per i più intraprendenti… come avvicinarsi alla pallavolo?

Non  è tanto il fatto di essere intraprendenti, quanto l’amore che si ha per questo  sport, come per tutti gli altri. Quando sei un ragazzo devi andare in palestra  per la passione, non per diventare un campione: il resto, con grande  sacrificio e un pizzico di fortuna, viene da sé ma non può essere la molla che  ti spinge a scegliere una disciplina sportiva.

Che  preparazione occorre per affrontare questo sport?

Ogni  giocatore in base alle proprie caratteristiche fisiche ha una sua tabella di  marcia da seguire durante l’anno. In generale, bisogna pensare al proprio  fisico come ad una macchina da curare: alimentazione corretta, niente vizi  nella vita di tutti i giorni e poi … tanto sudore da versare in  palestra!

Quanto  ti alleni alla settimana?

Di  norma due volte al giorno, la mattina con una seduta di pesi e il pomeriggio  per l’allenamento “tecnico” vero e proprio, per un totale di 5-6 ore al  giorno, il tutto ripetuto almeno 5 giorni la settimana, escludendo la  domenica, giorno della partita ed eventuali incontri  infrasettimanali.


Quali  sono tuoi i segreti per mantenersi in forma?

Sono  stato fortunato perché sono arrivato all’età di 34 anni senza aver sofferto  infortuni gravi, questo è un grande vantaggio, ma di solito quando superi i 30  devi saper gestire il tuo corpo in maniera molto attenta. Cerco di fare una  vita più regolare possibile e di curare la preparazione fisica nei minimi  dettagli.

La  tua vita oltre la carriera sportiva?

A  casa mi aspettano una moglie e dei figli bellissimi!!

Hobby  e passioni?

Sono  un “family man”, stare a casa con i miei cari è la prima cosa a cui penso  quando esco dalla palestra. Mi piace la buona cucina, stare all’aria aperta,  magari in campagna.

Progetti  per il futuro?

Ancora  penso a giocare, spero di avere un po’ di anni davanti da passare sul campo,  poi si vedrà, non so se resterò nel mondo della pallavolo o mi dedicherò ad  altro, magari in Brasile.

Ci  sveli un tuo segreto?

E  come faccio? Se ve lo svelo, che segreto è!!

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