Testo di Lidia Pedemonte
Il metodo Pilates è un allenamento attraverso il quale le persone diventano consapevoli del proprio corpo e della propria mente, grazie ad un lavoro muscolare eseguito con intenzionalità; questa consapevolezza rende più semplice il controllo delle normali attività quotidiane.
Il metodo Pilates che oggi è molto di moda, nasce all’inizio del ‘900 da Joseph Hubertus Pilates, non si può quindi dire che sia una novità, ma la particolarità che distingue il metodo è proprio la sua attualità.
Per capire cos’è il Pilates e perché è utile praticarlo occorre conoscere un po’ di più il fondatore.
J.H. Pilates nacque nel 1880 a Monchengladbach nei pressi di Dusseldorf e morì nel 1967 a New York dove emigrò nel 1926. Durante l’infanzia soffrì di asma, febbre reumatica e rachitismo e a causa di questa salute cagionevole il suo fisico era gracile, quindi decise di rafforzare il proprio corpo esercitandosi in varie discipline tra cui la danza, la scherma, lo yoga, lo sci e molte altre attività. Sperimentando su se stesso elaborò un metodo di allenamento che lo aiutò a trasformare il proprio corpo, in virtù dei cambiamenti ottenuti, all’età di 14 anni venne chiamato a fare il modello per esercitazioni di disegno anatomico.
Nel 1912, trasferitosi in Inghilterra, fu chiamato come istruttore per la difesa personale dei corpi di polizia inglesi e, in seguito, durante la Prima guerra mondiale, seguì l’esercito in qualità di preparatore atletico; il suo metodo ottenne molto successo in quanto il reggimento del quale si occupava risultò il più sano. Nel 1926 decise di trasferirsi a New York, durante la traversata conobbe colei che diventò sua moglie con la quale aprì una palestra nell’edificio che già ospitava il New York City Ballet. Nella città nordamericana cominciò a lavorare sui ballerini infortunati e i benefici che questi traevano portarono molti di loro ad avvicinarsi al metodo per poterlo in seguito insegnare.
Il metodo conosciuto oggi come Pilates era chiamato Contrology ed era la combinazione di metodi di allenamento che fondevano la cultura orientale e quella occidentale, il risultato era un sistema di movimenti precisi e controllati che migliorava il tono muscolare, la flessibilità, la postura e l’equilibrio del corpo.

Per raggiungere tali risultati Pilates enunciò i principi fondamentali a cui attenersi:
Respirazione: “imparare a respirare correttamente” ecco cosa intendeva Pilates con il principio sulla respirazione. La respirazione è un’attività automatica di vitale importanza, occorre coordinare la respirazione al movimento, ma soprattutto non trattenere il respiro.
Concentrazione: ogni movimento è frutto del nostro pensiero, occorre quindi non essere distratti durante l’esecuzione degli esercizi; questo permetterà di essere consapevoli di quello che si sta facendo.
Controllo: occorre avere il controllo completo del corpo e della mente, questo ci consente di conoscere, senza bisogno di guardare, la posizione del corpo e di ogni sua parte nello spazio evitando di assumere posizioni scorrette.
Powerhouse: costituita da tutti i muscoli che si trovano nella zona compresa tra le costole basse, i glutei e la zona lombare. Una powerhouse forte è indispensabile per poter effettuare al meglio ogni esercizio.
Precisione: la precisione aumenta i benefici dell’esercizio; bisogna impegnarsi per raggiungere la perfezione ponendo l’attenzione ad ogni minimo particolare.
Fluidità: il movimento dev’essere fluido e continuo.
Il metodo Pilates può essere praticato da tutti, atleti che lo usano come integrazione dell’attività fisica, donne in gravidanza per preparare corpo e mente al parto, donne post-parto, persone anziane, ecc; l’importante è sempre avere chiaro quello che si sta facendo.
“Dopo dieci ore di esercizi sentirete la differenza. Dopo venti ore vedrete la differenza e dopo trenta ore otterrete un corpo nuovo.” J.H. Pilates







