Tra Tanzania e Kenya

Posted on 20 January 2010 by Danilo P.

Testi di Francesca Targhetta e Edoardo Di Pisa
Foto di Edoardo Di Pisa

Raccontare un viaggio non è cosa semplice… soprattutto quando il viaggio di cui si parla si è svolto in Africa!
Le emozioni non hanno parole, sinonimi, costruzioni grammaticali… la bellezza è perfezione che non si può descrivere ma con queste righe vorremmo riuscire a far immaginare e sognare chi in questi luoghi non c’è mai stato e ricordare chi, come noi, in Tanzania e Kenya ha lasciato una parte del suo cuore.

L’avventura è durata due settimane, giorni intensi sia dal punto di vista fisico che emotivo.
Non è necessaria una grande preparazione atletica per affrontare questo genere di avventura, è invece sicuramente indispensabile forte spirito d’adattamento.
Quando si decide di viaggiare in campeggio per i parchi africani tre cose devono essere ben chiare:

  1. i bagni che si troveranno saranno spesso non troppo puliti e decisamente poco accessoriati,
  2. bisognerà dimenticare le lunghe dormite, sempre svegli entro le 5:30 per non perdersi l’alba,
  3. si vedranno panorami e animali meravigliosi, ricchezza inestimabile.

La spedizione è stata organizzata con i ragazzi di AfricaWildTruck tra il 16 e il 31 agosto 2009 – parchi della Tanzania del Nord e Masai Mara (Kenya)

20-22 agosto 2009 – Tarangire – Tanzania
Tarangire è il primo parco che abbiamo visitato, il campeggio decisamente spartano ma munito di docce e bagni  era immerso nella savana, niente protezioni ne reti. Qualche raccomandazione è d’obbligo, mai aggirarsi nel bush da soli, mai allontanarsi dal fuoco di notte, rispettare la natura e i luoghi che ti ospitano.
Le visite notturne degli animali sono molto usuali, per quanto ci riguarda sono venuti a sbirciare “i nuovi arrivati” alcune iene e un african wild cat (difficilissimo da vedere). Durante tutta la notte ci hanno fatto compagnia alcune gazzelle che hanno brucato proprio dietro le nostre tende e le grida (o risa) delle iene, suoni forti, decisi, penetranti.
La prima cosa che colpisce del Tarangire è sicuramente il paesaggio, panorami primordiali caratterizzati da enormi e maestosi baobab. In questo luogo senza tempo abbiamo fatto 4 safari durante i quali abbiamo abbondantemente goduto della vista di animali bellissimi, tra cui i più emozionanti una leonessa con i suoi cuccioli che sorvegliavano una zebra cacciata poco prima.
Dal diario di viaggio: “ 20 agosto 2009 – in tenda nella savana – niente barriere tra me, il cielo e gli animali.  In tenda solamente un sacco a pelo, un libro sui mammiferi d’Africa, carta, penna e voglia di sentirsi liberi. Ricerca di libertà di spirito e spensieratezza che dall’altra parte del mondo in molti hanno perso di vista. Attendo il silenzio per godere appieno della melodia della natura, questa notte e nelle prossime a venire.”
“21 agosto 2009 – ore 5:15 am – arzilli come grilli aspettiamo che arrivino le 5:30 per andare in safari!”


22-23 agosto 2009 – Lake Manyara – Tanzania
Arrivati al Lake Manyara siamo subito stati accolti da nubi di farfalle che ci svolazzavano intorno, eleganti e leggere.
Il campo è stato montato in un’area attrezzata con bagni e docce, ma senza barriere, completamente immersi nel parco e nella natura. Fin da subito i babbuini ci hanno avvisati che quella era zona di loro competenza… si aggiravano guardinghi e dispettosi tra le tende e dietro i bagni senza alcuna paura… d’obbligo tenere il fuoco acceso per tutta la notte.
La vegetazione del parco è ricchissima, zone ombrose, piane mozzafiato e il grande lago trasparente.
Luogo di pace e ricchissimo di animali incantevoli.

Dal diario di viaggio: “22 agosto 2009 – un sorso di Amarula e poi tutti in tenda, domani sveglia presto per un’altra avventura, nella speranza che Mamma Africa voglia ancora regalarci momenti indimenticabili. Ancora una volta mi rendo conto di quanto l’uomo sia piccolo e incompleto davanti alla pienezza della natura e degli animali.
Meravigliosa e generosa Africa che mi accoglie e coccola.
Impolverati andiamo a dormire… nella speranza che i babbuini facciano lo stesso senza prima passare a salutarci.”

24-25 agosto 2009 – Ngorongoro Crater
Ngorongoro Conservation Area… luogo incantato e fuori dal tempo.
Il parco si trova all’interno di un cratere… che racchiude in se un ritaglio di storia, una fotografia scattata migliaia di anni fa e ancora miracolosamente nitida.
Nulla è stato toccato, nessun perimetro tracciato, i confini sono stati disegnati dall’attenta mano della natura e all’interno del vulcano silenzioso un microcosmo ricco di animali, acqua e vegetazione.
Ngorongoro è un luogo magico e molto emozionante. Il panorama è bello da togliere il fiato, il cratere si vede per intero a occhio nudo dai numerosi punti d’osservazione.
Per entrare nel parco si scende all’interno del vulcano inattivo e ci si ritrova circondati dalle sue pareti, custodi di un tesoro preziosissimo.
Colline, piccole foreste, enormi distese di prati, un lago abitato da ippopotami, Ngorongoro è una perla da conservare e preservare con attenzione.



26-30 agosto 2009 – MASAI MARA – KENYA

Dopo un viaggio estenuante in Truck da Arusha (Tanzania) a Nairobi (Kenya), dovuto alle strade pessime e ai lavori in corso, arriviamo in serata nella capitale del Kenya e mi faccio lasciare da Stefano, il tour leader di Africa Wild Truck, al rent a car.
Ebbene si, per la settimana in Kenya ho deciso di affittarmi una Jeep per potermi muovere liberamente nel Masai Mara. Le mie esigenze fotografiche mi portano a lunghe attese e alla ricerca di scorci e inquadrature che solo con la massima indipendenza posso ottenere. La mattina dopo, partiamo, io alla guida della jeep Pajero con a bordo alcuni componenti del gruppo, e Stefano e Francesca con il mitico Truck con il resto dei partecipanti.
Non appena abbandonata la caotica Nairobi, ci affacciamo immediatamente sulla Rift Valley e iniziamo a precorrerla in direzione Masai Mara NP.
Circa metà del viaggio lo percorriamo su strade impolverate e sterrate e alla fine arriviamo nel tardo pomeriggio all’Aruba Camp.
Il campeggio che ci ha ospitati è bello e confortevole, dotato di un ottimo bar ristorante e docce calde.
Siamo restati qui 5 giorni, il Masai Mara è un parco strepitoso, ricchissimo di animali e paesaggi che restano impressi nella mente e nel cuore.
Ogni uscita regala emozioni diverse… e a noi il Mara ne ha regalate proprio tante!
Il motivo principale che ci ha portati qui è la migrazione degli gnu, ogni anno infatti centinaia di migliaia di gnu in tra luglio e agosto attraversano il fiume Mara alla ricerca di nuovi pascoli dove cibarsi.
Nei giorni precedenti l’attraversamento gli animali si portano nei pressi delle sponde del fiume, dando vita a uno spettacolo commuovente, immense mandrie di gnu e zebre si muovono ordinate e compatte. L’occhio si perde nell’osservare una simile quantità di animali.
All’attraversamento del fiume Mara abbiamo dedicato un’intera giornata di safari, prima passando tra le mandrie e poi fermandoci vicino alla riva ad attendere il momento del passaggio.
È il capogruppo che decide quando è arrivato il momento giusto per andare, consapevole che il suo gregge lo seguirà, consapevole dell’immensa responsabilità e del ruolo fondamentale che ricopre in quel momento. Gli gnu sono animali goffi ma molto affascinanti, hanno gambe esili e non certamente adatte a nuotare o a guadare fiumi.
Quando siamo arrivati davanti al fiume il gregge era pronto, circa tre mila gnu in fila attendevano che il leader dicesse loro di andare.
Il capo in cima alla fila guardava fisso il Mara, scendeva sulla riva poi risaliva, si girava verso il gregge e tornava a fissare il Mara. Lunghissimi minuti, ore… poi è arrivato il momento. Il leader è partito di corsa, coraggioso e forte, verso il fiume, dietro di lui migliaia di gnu alzavano una fitta polvere. Una veloce corsa verso la riva, l’attraversamento dell’acqua, un galoppo che si fa meno deciso a causa della profondità del fiume, salti, batticuore  e in poco meno di un minuto il primo è passato. Dietro di lui una scia infinita.
Uno dopo l’altro tutti i componenti del  gregge hanno  attraversato il fiume arrivando nella parte tanzaniana del parco (Serengeti), affascinati e commossi non abbiamo potuto distogliere nemmeno per un secondo lo sguardo da questo strepitoso spettacolo della natura…
L’attraversamento è stato un’emozione indescrivibile, il branco che ci ha regalato questo indimenticabile spettacolo è stato fortunato, nessuno gnu è rimasto vittima dei coccodrilli che si aggiravano nelle vicinanze e noi siamo tornati al campeggio con negli occhi una nuova meraviglia.
Ma per noi il Masai Mara non è stato solo l’attraversamento degli Gnu!
Sono stati giorni intensi e, come si diceva sopra, molto fortunati.
Un serval, animale notturno e schivo, un pomeriggio ha provato a cacciare davanti ai nostri occhi prima un uccellino e poi un roditore, il piccolo felino si è divertito a farsi osservare un po’ per poi sparire nell’erba alta.
Gli avvistamenti di leoni sono stati numerosi e diversi l’uno dall’altro, ma due sono stati decisamente emozionanti, protagoniste due stupende leonesse; la prima intenta a mangiare uno gnu cacciato da pochissimo, finito il pasto lo ha trascinato faticosamente con sé per difenderlo dai continui attacchi degli avvoltoi e la seconda sorpresa in un momento di caccia, i suoi muscoli in tensione, gli occhi attenti e socchiusi, movimenti lenti e silenziosi. Regine maestose e affascinanti della savana, completamente indifferenti agli uomini… già, uomini… esseri imperfetti e di poca importanza nel loro splendido e ricco regno.
Di grande interesse è stato spiare un branco di iene durante il loro pasto, animali sottovalutati e troppo spesso sminuiti. In modo chiaro ci hanno mostrato la loro rigida gerarchia e la loro attenzione verso il branco, in particolare verso gli elementi più deboli. La natura ci ha insegnato, ancora una volta, l’importanza del branco, della compattezza e della collaborazione.
Altro appassionante pasto è stato quello consumato da un folto gruppo di avvoltoi e cicogne che si sono divisi gli avanzi di qualche predatore ormai sazio.
E poi ancora 4 magnifici ghepardi nel tentativo di cacciare uno gnu e un leopardo oziante su un albero che, disturbato dai nostri occhi indiscreti, si è alzato e maestoso è sceso dal suo giaciglio per nascondersi nel bush.
L’ultima sera abbiamo consumato una deliziosa cenetta al ristorante del campeggio e abbiamo riguardato tutti insieme qualcuno delle migliaia di scatti degli ultimi giorni… ubriachi di bellezza abbiamo salutato il Masai Mara… ma per nessuno è stato un addio… abbiamo tutti detto “arrivederci” perché in un luogo così… non si può non tornare!

Dal diario di viaggio: “27 agosto 2009 – Masai Mara – Kenya. Non riesco ad immaginare luogo più bello di questo. Questa mattina a pochi metri da me una elegantissima leonessa ci ha guardato negli occhi. Per un momento eravamo soli, noi e lei. La sua bellezza ci ha lasciati senza fiato. Il Masai Mara è un luogo senza tempo. Amo questo parco e questi spazi, amo la sensazione che si prova nel viverlo, gli odori, i suoni, i Masai con le loro greggi. Amo l’Africa. Ieri sera poco prima di addormentarmi ho sentito il profondo grido delle iene… spengo la pila sperando che la natura voglia regalare anche stanotte qualcosa alle miei curiose orecchie.

29 agosto 2009 Ultima notte al Masai Mara e ultima notte di campeggio, mi godo lo stare nel sacco a pelo e il rumore della tenda mossa dal vento. Ascolto per l’ultima volta il canto delle iene e mi addormento pensando che siamo davvero persone fortunate a poter vivere tutto questo.”


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