Com’è entrata la danza nella tua vita?
- In principio mia madre ha notato che il mio corpo era predisposto al ballo; poi a scuola i vari consigli per il perfezionamento della tecnica mi hanno fatto interessare all’arte del ballo.

A che età hai iniziato a praticarla?
- a 11 anni
Una carriera intensa, in giro per il mondo eppure sei giovane…
- è la curiosità che porta l’uomo ad allargare i propri orizzonti … ed è stato magnifico. Ad esempio negli usa ho visto ballerini di varie nazionalità ognuno con le particolarità delle proprie tradizioni… tutto questo ha arricchito me stesso.
In riferimento a questo voglio ringraziare Anna Maria Prina allora direttrice della scuola di ballo Teatro alla Scala.

Cosa rappresenta la danza per te?
- È una miriade di cose: è un lavoro, un piacere, un modo parallelo al mondo reale, un modo per esprimersi …
Le difficoltà maggiori che hai dovuto affrontare?
- riferite al ballo; è tutto una difficoltà alti e bassi ma è sempre mettersi in discussione.

I tuoi traguardi più importanti?
- a 18 anni essere scelto da un coreografo americano per fare una coreografia su di me per la compagnia.
La città invisibile… un’esperienza determinate?
- particolare, interessante e molto bella.

Che preparazione occorre per avvicinarsi alla danza?
- Disciplina e voglia di migliorarsi sempre di più.
Quali sono i segreti per mantenersi in forma?
- non ci sono dei segreti, sono azioni parte integrante degli studi.

Progetti per il futuro?
- Tutto è a portata vediamo se sono bravo a scegliere .







