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Giornata soleggiata e mare perfetto nel Golfo di Olbia. Usciamo in kayak solo io e Fabio. Nonostante la gita fosse stata pubblicata su Partitina.It nessuna adesione ma soltanto qualche interessato che chiedeva informazioni. Gli altri del gruppo avevano già impegni. Francesco Gambella, il nostro Mentore in questi giorni è in kenya, a Mombasa, per trovare un ragazzo della nazionale di canoa kenyana per la prossima impresa del giro del lago Vittoria in a novembre 2010. Il giro del Lago Vittoria in kayak sarà organizzato per raccogliere fondi da devolvere ad Amref. Francesco prevede anche un incontro con Najib Balala ministro del turismo del kenya con lo scopo di promuovere l’impresa.
Sostengo sempre che il grande vantaggio degli sport individuali sia che ci si diverte molto a praticarli in gruppo, ma non è fondamentale essere in tanti! E quindi quando non si trova nessuno si parte all’insegna del detto Sardo: “Pagu Zente, Bona Festa” (ossia se c’è poca gente la festa riuscirà comunque bene).
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Ma torniamo a noi e alla gita. Si prevede un po’ di maestralino e rischia di montare leggermente, allora ci dirigiamo verso il Porto. Usciamo dalla Spiaggia di Mare e Rocce e tagliamo dritti verso la punta senza costeggiare la meravigliosa spiaggia di Pittulongu. Sicuramente la spiaggia più grande del litorale Olbiese. Anche la più attrezzata e servita dai mezzi. D’estate arrivano Autobus di linea da gran parte del nord Est della Sardegna.
Proprio davanti a Pittulongu aggiriamo il campo di regata di un evento velico organizzata con il coinvolgimento del circolo nautico di Olbia, per ricordare lo skipper Paoletto Oggiano, trentanovenne ucciso tragicamente a fine luglio nelle campagne tra Olbia e San Pantaleo dal vicino di casa. Guardiamo due virate in prossimità delle boe e proseguiamo.
Superata la punta ci troviamo davanti ad un panorama completamente diverso da quello estivo. I fondali sono molto più rilassati e si liberano dello stress accumulato durante i mesi estivi dove sono costretti al continuo passaggio di scafi con eliche ruotanti accellerate da marinai domenicali. Salta anche qualche branco di pesci che ad Agosto non si azzarda a tirare fuori il naso.
Costeggiamo i semafori per l’ingresso delle navi e superiamo il faro all’ingresso del porto. Il faro è sempre un’attrazione del golfo ed in kayak si può approdare nella sua spiaggetta.
Proseguendo oltre ci addentriamo nella foresta di bidoni galleggianti degli allevamenti di cozze.
Paesaggio post industriale e inquietante ma molto suggestivo. Attraversare in kayak queste distese di bidoni neri galleggianti ha il su fascino fastidioso. L’acqua in questo tratto non à assolutamente limpida e potrebbe non essere piacevole rovesciarsi in mezzo alle cozze!
Gli allevamenti di Olbia sono inoltre famosi perchè la lavorazione si rileva problematica a causa dell’intenso, eccessivo traffico prodotto nel golfo dalle navi di linea, dalle navi da crociera e dalle barche dedite alla nautica.
L’attività nel golfo non può certo essere ridotta a scapito del sostegno allíeconomia prettamente turistica di Olbia, d’altra parte tra non molto saranno gli allevatori (o i vecchi indattaraios come si chiamano a Olbia) a navigare in cattive acque. Sarebbe necessaria una efficace normativa per la salvaguardia di questa comunque importante economia.
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Usciamo dagli allevamenti attraversiamo il porto ed entriamo nel nuovo porto turistico di Olbia. Il porticciolo denominato Olbia2. Imboccatura stretta ma pare che le grandi barche ormeggiate non abbiano difficoltà a stare in banchina. Il porticciolo è stato inaugurato la scorsa estate e pare che dei 700 posti barca ne siano rimasti liberi ben pochi. Posizionato strategicamente rispetto all’aeroporto consente ai facoltosi proprietari di scendere magari dall’aereo privato ed essere in acqua in 15 minuti!!!
Dopo il bagno di lusso in mezzo agli yacht decidiamo di ripartire alla volta di Mare e Rocce.
Percorriamo il percorso inverso con una leggera brezzolina contro ma per essere l’11 di Ottobre non ci possiamo certo lamentare del clima!







