Foto: Enrico Basili
Foto: gentile concessione Fassi Sport
Foto: Angelo Dadda
Igor Cassina: la medaglia d’oro e la notorietà non hanno cambiato il corso di una vita dedicata alla ginnastica

Incontrare Igor Cassina è sconvolgente.
Questa premessa è doverosa, per cercare di spiegare chi è questo ragazzo trentenne di Meda, campione olimpico in carica e bronzo ai recenti mondiali tedeschi, insolitamente normale. Igor non ha pretese da divo. Non lo hanno cambiato la partecipazione a un programma tv di grandi ascolti, il suo ruolo da testimonial, come solo i grandi possono permettersi, per importanti prodotti, dagli abiti alle attrezzature sportive. È rimasto un ragazzo per bene, come si suol dire: senza grilli per la testa.
L’appuntamento per il servizio è alle nove e trenta di un mercoledì. Dimostrando un’eccezionale disponibilità, Igor ci dedica il suo unico giorno libero dagli allenamenti, senza sottrarsi alle numerose richieste del fotografo. È fatto così. Lo conferma anche Mara, la sorella che lui ha scelto come manager perché sa come interpretare l’eterno Peter Pan che si nasconde nel suo animo. È Mara a raccontarci di come sia costretta a volte a trascinarlo via dai bambini che chiedono autografi: Igor vorrebbe accontentarli tutti, anche quando il tempo non lo permette. Lasciarli delusi, per lui, è una sofferenza.
Mentre Igor si mette in posa agli ordini del fotografo, lo tempestiamo di domande. Sta al gioco senza scomporsi e prova a spiegarci come è fatto il suo mondo tutto casa e palestra. Unica concessione: qualche puntata alle cene organizzate da sponsor e nazionale.

La ginnastica è uno sport particolare: come si avvicina un giovane a questa disciplina?
La ginnastica artistica, nonostante non sia pubblicizzata come dovrebbe, è comunque uno sport molto praticato. Soprattutto dai bambini, proprio perché forma bene il fisico e ti prepara poi per qualsiasi altro sport. Solitamente sono i genitori che avvicinano i figli alla ginnastica. A volte si segue l’esempio di qualche amico che già la pratica.
Se tu non fossi diventato professionista, cosa avresti sognato di diventare?
Ho sempre pensato alla ginnastica fin dal primo giorno d’allenamento e trovo difficile pensare che avrei fatto qualcosa di diverso. In ogni caso, mi sarei comunque impegnato in una disciplina sportiva.
Quali sono stati i tuoi idoli, i campioni da cui hai preso esempio?
Il mio idolo fin da piccolo è sempre stato un grande ginnasta russo degli anni ’80, Dimitri Bilozerchev, ma mi piace seguire tanti sportivi… soprattutto Valentino Rossi.
Segui altri sport?
Quando sono a casa seguo molti avvenimenti sportivi, soprattutto moto, formula uno, sci, tennis e atletica. Amo molto la velocità. Sono appassionato di auto e ho già avuto la fortuna di cimentarmi in pista, grazie a qualche invito. Anche se spesso mi faccio prendere la mano e finisco per esagerare, continuano a chiamarmi: non potrei chiedere di più!
Ho avuto anche la fortuna di essere invitato a provare la Ducati MotoGP ma ho dovuto rifiutare per paura di farmi male: riconosco i miei limiti e quelle moto sono veramente esagerate per me.

Cosa farai «da grande»?
Sto studiando Scienze Motorie all’Università Cattolica di Milano, e mi piacerebbe insegnare ginnastica sia agli studenti che ai bambini, magari in una palestra tutta mia.
Prevedi un’evoluzione del tuo «movimento Cassina»?
L’evoluzione del Cassina, il «Cassina 2», prevede rispetto al primo un avvitamento in più sull’asse longitudinale. Vorrei poter dimostrare che è realizzabile, e spero di farlo presto.
Come si vive da campione olimpico?
Diciamo che la mia vita è rimasta per certi aspetti la stessa di prima. Naturalmente ho realizzato il sogno che avevo fin da piccolo, e così guardo al futuro con più serenità, ma con la stessa determinazione e la stessa voglia di ripetere questo bellissimo risultato. Certo ci sono alcune cose che mi hanno fatto molto piacere, come quando sono tornato da Atene e il mio paese mi ha organizzato una festa a sorpresa. Una cosa bellissima: erano tutti in piazza, solo per me!
Che cosa hai provato nel vincere la medaglia d’oro?
Al momento, non mi sembrava vero. È una sensazione che mi è rimasta per molto tempo. Solo dopo aver rivisto l’esercizio per diverse volte, mi sono realmente convinto di quello che avevo fatto.
Un aneddoto della tua Olimpiade?
Qualche giorno prima della finale, per svagarmi un po’, andai nella sala giochi del villaggio olimpico. Lì conobbi una signora non vedente che aveva un bellissimo pastore tedesco. Iniziammo a parlare: salutandoci, mi disse che sarebbe venuta alla mia finale e avrebbe fatto il tifo per me. Dopo la gara ricevetti una sua lettera: aveva avuto un contrattempo, ma mi augurava comunque «in bocca al lupo».

Il giorno dopo, con la medaglia d’oro, ritornai dove l’avevo incontrata e la ritrovai: è stato un bel momento per entrambi.
Sei superstizioso? Hai dei riti da compiere prima delle gare?
No, non sono superstizioso, ma prima delle gare ho delle piccole fisse: voglio che sia tutto in ordine prima di uscire dalla camera, oppure ripeto gli stessi gesti fatti nei giorni precedenti.
Si sente parlare sempre più spesso di spirito di gruppo come chiave della vittoria, il tuo invece è uno sport individuale. Lo spirito di gruppo conta, oppure no?
È vero che il mio è uno sport individuale, ma credo che un buon affiatamento con i compagni, durante la gara, renda più «facile» affrontare il proprio esercizio ed esprimersi al massimo.
E la vita privata di Igor rispecchia il suo volteggiare alle parallele?
No, per niente, il mio tempo è dedicato esclusivamente alla ginnastica. Per tutto il resto posso solo ritagliarmi dei piccoli spazi, che spesso non sono sufficienti. Trovare la persona giusta, ad esempio, non è semplice: bisogna saper accettare i miei frequenti impegni con lo sport e il poco tempo a disposizione per uscire o fare ciò che fanno tutti i ragazzi della mia età. Anche l’aspetto comportamentale influisce sui risultati ed io non posso fare proprio tutto ciò che voglio: questo rende tutto più complicato.
Per questo ho pochi veri amici: non è tanto una scelta che riguarda la mia personalità, ma la mia vita è e rimane la palestra, non posso farne a meno. Stare giornate qui al centro federale ad allenarmi, anche solo, mi rende felice più di ogni altra cosa.








February 1st, 2010 at 9:51 pm
grazie per l’articolo , veramente interessante e informativo.hai considerato l’aggiunta di video nei tuoi post ?
February 1st, 2010 at 10:07 pm
Grazie mille! Stiamo preparando parecchi video, anche da materiale originale, questi sono i primi giorni e ci stiamo rodando. Continua a seguirci!