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Paola Sanna

Posted on 29 June 2009 by Admin

Intervista di Sara Pizzorno

Come è iniziata questa passione per la corsa?

Io sono sempre stata una persona molto sportiva fin da quando ero piccola. Diciamo pure che e’ vero che sono nata con le scarpe da ginnastica ai piedi! Sin da quando avevo 7 anni ho praticato nuoto, palestra, calcio, finche’ poi ho provato a seguire le orme di mio padre. Al mio ingresso nell’ambiente, la frase comune che mi sentivo dire da tutti era: “Tu con quel fisico andresti proprio bene a fare le maratone!”. All’inizio, pero’, per capire un po’ le mie attitudini, ho cominciato a praticare atletica su pista e, precisamente, i 200 e i 400mt. Dedicarmi alla velocità stava diventando logorante psicologicamente: mi allenavo ma i risultati alle gare erano sempre gli stessi, ultima o penultima! Un giorno, però, accadde il “miracolo”: decisi di fare una gara sugli 800 mt e notai subito la differenza: terza! Quel risultato mi diede lo slancio per buttarmi sulle lunghe distanze. Così cominciai ad uscire con mio padre correndo le non competitive che ogni domenica si svolgevano in vari luoghi dell’area bergamasca. Mi accorgevo che le gambe giravano, e la stanchezza non era paragonabile a quella delle gare di velocità: sentivo di aver trovato finalmente la mia strada!

Perché l’ultramatatona?

Il 30 maggio 1999 corsi la mia prima mezza maratona (a Bergamo), con il tempo di 1h31′23″: quinta donna assoluta. Questo risultato fu una grande spinta a continuare e, dopo aver corso qualche altra mezza maratona mi venne un’idea: perche’ non partecipare con mio padre alla 100 km del Passatore? Lui, in fondo, l’aveva gia’ fatta quattro volte e mi rassicurava dicendomi che, al massimo, mi sarei fermata. L’idea di correre con lui prima che appendesse le scarpe al chiodo era troppo divertente per me e sapete come e’ andata? Si e’ fermato lui, mentre io arrivai terza tra le italiane”.

Quanto e come ti alleni?

Io non corro per professione, ma per hobby, anche se e’ un hobby un po’ impegnativo direi.. Io sono infermiera professionale nell’Unita’ Coronarica degli Ospedali Riuniti di Bergamo. E’ un lavoro che non puo’ “fare sconti” e nonostante abbia la fortuna di avere un part time al 75%, devo fare i turni come tutti, inclusi quelli di notte che sono davvero pesanti. Non ho quindi una vita regolare, ma ogni giorno orari diversi per programmare il mio allenamento. L’allenamento varia dalle due alle tre ore al giorno, ma nei periodi in cui preparo la 100km, i lunghissimi durano anche 5 ore. Nelle mie zone ci sono tantissimi bei posti dove allenarsi: la Roncola di Treviolo (la città dove ora vivo),  le splendide salite di Citta’ Alta a Bergamo e quelle ancora più impegnative delle nostre Valli. E poi ci sono anche diverse piste ciclabili molto utili per gli allenamenti più lunghi. Sono fortunata a vivere qui..

Come conciliare la vita familiare con l’attività sportiva?

Non e’ facile conciliare la vita di ogni giorno con un impegno così importante come la mia attivita’ sportiva che dura diverse ore. Diciamo che il segreto e’ la passione. E’ proprio questa che fa muovere tutto e ti fa trovare il tempo anche quando sembra che non ce ne sia. Non posso pero’ non ringraziare chi mi sta attorno ogni giorno per l’aiuto che mi da’ in tante piccole cose e anche Volvo Truck Center e Libraccio grazie ai quali mi posso permettere di coprire le spese delle trasferte. Sono fondamentali.

La costanza è la dote fondamentale…

La costanza e’ fondamentale se vuoi raggiungere alti traguardi, ma non viene da se’, è guidata dall’amore per questo sport e per questa disciplina, che ogni volta mi regala emozioni sempre diverse e sempre più forti! Il lato del mio carattere così determinato devo dire che l’ho ereditato da mio padre. Il suo sangue sardo mi ha reso costante e anche testarda nelle cose che faccio e negli obiettivi che mi pongo.

Qual’è la tua più bella vittoria?

La vittoria piu’ bella e’ stata quella del Passatore del 2005. E’ stato la mia prima vittoria in questa storica gara e dato che il passatore l’ho scoperto grazie a mio papa’ , vincerla e’ stato il regalo piu’ bello che potessi fargli per ringraziarlo di tutti i sacrifici che ha fatto negli anni per allenarmi..e sopportarmi.

C’è un’avversaria in particolare che temi e non vorresti incontrare sulla tua strada o partirai facendo il tuo ritmo indipendentemente dalle altre?

Non c’e’ nessuna avversaria che non vorrei incontrare. Indipendentemente da chi ci sia io faccio la mia gara. Se c’è un’avversaria forte e preparata io cerco di dare ancor di piu’ meglio di me stessa. Ma sono anche convinta che essere dei campioni significa anche accettare di non vincere tutte le gare a cui si partecipa. Bisogna anche essere capaci di arrivare secondi… alcune persone non lo sanno fare purtroppo.

Obiettivi per il futuro?

Per ora il mio obiettivo e’ abbassare i tempi della maratona. Durante l’estate faro’ gare molto corte per velocizzarmi, così come gli allenamenti. Poi in autunno scegliero’ una gara, soprattutto bene organizzata oltre che con un percorso veloce e spero di riuscire a fare il mio personale.

Un consiglio per chi vuole cominciare a correre?

Il consiglio per chi vuole cominciare a correre e’ solo..provare! Spesso mi capita di sentire che le persone non vogliono correre perche’ si fa fatica o ci si annoia. Be’, correre non significa per forza andare velocissimi da rimanere senza fiato, o correre per 30km!!! Si possono fare delle corsette tranquille in un parco, magari alternandole all’andatura di passo. Correre e’ una attivita’ sportiva preziosa per rilassarsi e liberarsi dallo stress di cui ogni giorno la vita quotidiana ci carica. E vi servono solo un paio di scarpe (Saucony, magari e non solo perche’ e’ il mio sponsor tecnico…) Per ovviare alla noia si puo’ sentire la musica o aggregarsi ad amici che stanno facendo la stessa cosa al parco. Provare per credere!!!

www.paolasanna.it

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